Una estate assolata dei primi anni cinquanta  all’aeroporto di Palese a pochi anni dalla fine della guerra.

Un sole caldo,luce  e colori abbaglianti ,il profumo forte e dolce degli oleandri con i loro fiori bianchi e rossi che si mescola a quello dell’erba verdissima e delle  margherite bianche e gialle a  ciuffi al bordo delle grelle della pista di volo.Il respiro del mare in lontananza.

Mio padre che mi stringe la mano e mi guida per le stradine in terra battuta e ghiaia dell’aeroporto che hanno ai lati le baracche in legno degli uffici dipinte di grigio e gli alti e robusti Carrubi verde cupo e marrone pieni di frutti lunghi, piatti e dolcissimi.

La sua voce tranquilla che si mescola a quella di mio fratello in esplorazione e a quelle dei suoi colleghi.

Io e mio fratello che teniamo per mano la nostra piccola sorella.

Magia di un pieno mattino interrotta dal rombo inaspettato e possente dei tre motori di un S 79 uscito da un hangar e comparso all’improvviso sulla pista: l’aereo mi appare enorme, la sua sagoma scura si staglia contro sole: i finestrini sono aperti  mentre intravedo il pilota con la  cuffia sopra il berretto a visiera e  i grandi occhiali scuri.

Sento il ruggito dei motori che accelerano, si placano, riprendono a ruggire mentre l’aereo comincia a muoversi lentamente ruotando alettoni e deriva.

Impressioni profonde di forza e di bellezza, fascino  e meraviglia per qualcosa di straordinario.

Ricordi delle persone,dei luoghi e degli eventi che non mi hanno mai lasciato lasciando tracce profonde.

Presenze e memorie  amiche sempre vive che sempre mi hanno accompagnato,che spesso rivedo e sento e che hanno permesso al passato di riaffiorare ,di farsi presenza e  parole dando un senso all’impegno di oggi.

Voci di un tempo lontano che si accompagnano alla nostalgia del passato che non c’è più e che pure si fa vivo con dolcezza per aiutarmi nel  presente:”Lascia che guardi dentro al mio cuore/Lascia che io viva del mio passato”.

Ricordi che  hanno attraversato la mia vita e che mi  hanno spinto a tornare indietro nel tempo  alla ricerca di una storia e di un fare  che mi appartengano.

Il presente ha trovato  un senso nella memoria del passato.Ecco perciò la voglia di capire,ricucire,rimettere insieme vite e storie, per ricordare,per non rassegnarsi al vuoto,per dare un senso più profondo all’esistenza e annullare o per lo meno attenuare lo scetticismo e il disincanto del tempo presente.

In quei ricordi e in quelle memorie è nata la mia passione per l’aviazione e in particolare per quella italiana che non mi ha mai più lasciato.